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MOURA 105S: il sinking pencil di Yuki Ono per esplorare lo strato appena sotto la superficie

mercoledì 28 ottobre 2026
MOURA 105S: il sinking pencil di Yuki Ono per esplorare lo strato appena sotto la superficie

Un corpo sottile, una piccola paletta e tante possibilità!

Il MOURA 105S della Pop Sea Crew nasce per affrontare una delle situazioni più interessanti dello spinning alla spigola: predatori attivi vicino alla superficie, ma non sempre disposti ad attaccare un’esca topwater.
Questo sinking pencil da 105mm per 17g unisce un profilo sottile a una piccola paletta arretrata, studiata per avviare rapidamente il nuoto e mantenere una presentazione controllata negli strati più superficiali. Il suo carattere emerge già con un recupero lineare, ma basta intervenire con la canna per ottenere movimenti diversi: dai movimenti erratici e irregolari fino al walking-the-dog appena sotto la superficie.
La sua versatilità parte proprio da qui: offrire più possibilità di presentazione con lo stesso artificiale, adattando il recupero al comportamento dei predatori.


Perché si chiama MOURA? La risposta è anche in codice Morse

Il nome richiama il termine giapponese 網羅, "mōra", che esprime l'idea di comprendere tutto, coprire un insieme di possibilità. Un riferimento alla volontà di affrontare differenti situazioni di pesca con un'esca capace di interpretare più presentazioni.
Questo concetto compare anche nella livrea: nelle colorazioni Cactus (006), Gravity (007) e MOURA Black (008), alcuni segni sui fianchi possono sembrare semplici motivi decorativi. In realtà nascondono un messaggio in codice Morse: 「すべて網羅」, traducibile come "coprire ogni possibilità".


Le intenzioni progettuali di Yuki Ono

L'obiettivo del progetto è combinare caratteristiche che, in un artificiale sottile e relativamente pesante, richiedono un equilibrio preciso: buona distanza di lancio, recupero lento, partenza immediata e controllo vicino alla superficie.
Il MOURA 105S deve raggiungere il pesce anche lontano dalla riva, entrare in azione appena inizia il recupero e mantenere un movimento leggibile senza l'obbligo di aumentare troppo la velocità di recupero.
Anche il modo in cui si sviluppa lo slalom è particolare; infatti il movimento non dipende da una coda che scodinzola: è la zona anteriore, in prossimità della paletta, a guidare le oscillazioni. Il risultato è un'azione fluida, ma definita!
La forma del corpo e la posizione della paletta lavorano quindi insieme. La prima favorisce il sostegno dell'esca durante il movimento; la seconda permette di trasformare la pressione dell'acqua in un'azione pronta e controllabile.


Specifiche tecniche e soluzioni costruttive

Il ventre piatto e lo scalino che "riceve" l’acqua
Osservando il corpo, la parte posteriore del ventre presenta una superficie più piatta rispetto a quella anteriore. A questa conformazione si aggiunge uno scalino vicino all'ancoretta centrale, progettato per ricevere la pressione dell'acqua.
Sono dettagli che aiutano a comprendere come un artificiale sottile da 17g possa essere recuperato lentamente vicino alla superficie.
La forma del ventre contribuisce al sostegno durante il nuoto e permette un movimento regolare anche a velocità contenute.
Il beneficio pratico è poter rallentare la presentazione mantenendo un'azione fluida, senza dover animare continuamente l'esca con la canna.

La paletta arretrata: piccola, ma determinante
La paletta è collocata più indietro rispetto alla tradizionale posizione sotto il muso, vicino all'ancoretta anteriore. Questo sposta il punto su cui agisce la resistenza dell'acqua e rende possibili le oscillazioni laterali della testa.
Nella presentazione di Ono, la paletta viene descritta come efficace anche in presenza di vento: fa presa sull'acqua fin dall'avvio del recupero, consentendo all'esca di entrare subito in azione.
La sua posizione nasce inoltre dalla ricerca di un compromesso tra capacità di eseguire il dog walk, qualità del nuoto lineare, assetto di volo e caduta orizzontale.


Le azioni: dal recupero lineare al walking-the-dog

Il recupero di base è lento e costante, con la canna a mezza altezza. In questa configurazione lavora indicativamente nei primi 10-20cm, sviluppando uno slalom fluido e ritmico.
Abbassando la canna è possibile accompagnarlo verso la parte più profonda del suo range.
Le jerkate producono deviazioni più irregolari e un movimento meno uniforme, utile per inserire un cambio di ritmo nella presentazione.
Con twitchate leggere e cadenzate, invece, si ottiene un'azione walking-the-dog: la testa oscilla a destra e a sinistra e l'esca disegna una traiettoria controllata appena sotto la superficie.
Per i recuperi particolarmente lenti, Mr. Yuki Ono suggerisce anche la sostituzione delle ancorette di serie #8 con la misura #10. E' una regolazione dell'assetto da considerare quando si vuole privilegiare una presentazione extra lenta.


Come e quando utilizzarlo

Il MOURA 105S trova spazio quando le spigole seguono il pesce foraggio negli strati superficiali e serve un'esca sottile, capace di rimanere a lungo nella strike zone.
Tra gli impieghi indicati da Mr. Yuki Ono ci sono le bollate diurne, quando si desidera proporre una sagoma particolarmente snella, mentre nella pesca notturna suggerisce di inserirlo all'inizio della sessione o nelle prime fasi della ricerca, per individuare i pesci già attivi vicino alla superficie.
Consiglia inoltre di osservarne il nuoto alla luce, così da comprenderne la risposta al recupero.
Il modo più utile per conoscerlo è partire dal recupero lineare, trovare la velocità alla quale nuota regolarmente e poi introdurre piccole variazioni.
Twitchate leggere per un movimento ritmico, jerkate per una sterzata nel movimento, recupero lento per prolungare il passaggio nella strike zone: sono queste possibilità a dare significato al nome MOURA!


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