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Eging Game

martedì 15 maggio 2012
Eging Game

L'EGING GAME (Pesca ai Cefalopodi) è una tecnica davvero bella che sta appassionando sempre più persone. Questa tecnica di pesca nasce in Giappone ma ora sta spopolando in quasi tutto il mondo. E' davvero divertente, studiata per insidiare i calamari dalla costa, cosa che per molti era difficile da credere. Le specie che potremo insidiare oltre ai calamari sono le seppie ed i polpi.

Attrezzatura:
Ora in commercio troviamo moltissime canne dedicate a questa tecnica di pesca. Le canne generalmente sono in 2 pezzi con una lunghezza media di 8’ piedi (2,44 metri); solitamente la potenza viene espressa con le misure delle EGI (le totanare) es 2.5 – 3.0 – 3.5 queste sono le classiche poi troveremo a nostro piacimento micro EGI anche sotto la misura 2.0 per un LIGHT EGING oppure esche più grandi e pesanti come le 4.0 per condizioni particolari come forte vento o profondità del fondale molto elevata.
Oltre alla misura nelle caratteristiche delle nostre EGI troveremo la velocità di affondamento solitamente espressa in s/m cioè quanti secondi impiega per affondare di un metro la nostra EGI verso il fondo. Nelle caratteristiche della canna spesso viene indicato anche lo spessore del filo consigliato con un minimo ed un massimo es: LINE 0.6/1.0 PE  in questo caso possiamo utilizzare un trecciato PE tra la misura 0.6 e 1.0; un consiglio è quello di rimanere sempre su una via di mezzo tra le due misure indicate come un 0.8 PE in questo esempio. Sceglieremo le nostre esche in base al nostro spot in quanto ai colori non c’è uno schema ben preciso ma dovrete provare nel vostro spot e periodo quali vanno di più. Personalmente amo molto i colori classici Arancio, Rosa e Verde mi hanno sempre regalato bellissime catture. Consiglio l’utilizzo di trecciati morbidi e sottili per consentire lunghi lanci ed uno stretto contatto con la nostra esca pronti ad alzare immediatamente la canna quando il cefalopode la prende tra i suoi tentacoli; questo abbinato con circa 1-1.5 metri di terminale in fluorocarbon per avere un minimo di elasticità.
La scelta del mulinello è personale ma posso dirvi di non usare mulinelli troppo grossi o pesanti; un 2500 direi che è una taglia perfetta. Esistono mulinelli dedicati per questa tecnica caratterizzati da bobine Shallow (a bassa capienza) e frizione con max drag basso.

Scelta dello spot:
Gli spot migliori per insidiare i calamari sono moli illuminati, imbocchi portuali, scogliere fonde e spiagge. La profondità solitamente deve essere dai 2 metri in poi e l’importanza dell’acqua limpida è quasi fondamentale. A volte se peschiamo nei pressi di moli o spiagge se ci posizioniamo vicino a fonti di luce questo potrà aiutarci ad aumentare le catture.

Quando insidiarli:
L’orario buono per poter insidiare da riva i calamari va da circa un ora prima del tramonto sino all’alba, poi in base allo spot e alle loro abitudini starà a noi capire quando trovarli di preciso. In quanto al periodo la differenza la fa il luogo in cui ci troviamo; nella maggior parte dei casi il periodo migliore ca da fine estate (Settembre) a fine inverno (Marzo).

Azione di pesca:
Sull’azione di pesca ci sarebbe molto da dire... Dopo aver lanciato la nostra EGI l’obiettivo principale è quello di capire la zona e la profondità dove stazionano i nostri calamari. Faremo scendere la nostra esca sino al fondo per poi alzare la canna con un movimento verticale e veloce verso l’alto seguito da una pausa per rifar scendere la EGI possiamo anche alternare questo movimento con delle piccole jerkate veloci e ravvicinate in modo da far zigzagare la nostra esca e cercare di catturare l’attenzione di qualche cefalopode. Una volta che avvertiremo la sensazione di peso alzeremo immediatamente la canna  non abbassatela mai) e inizierà un recupero lento e costante senza mai fermarci; è importante tarare la frizione in modo che lavori sulla pompata energica del cefalopode. Mi raccomando non forzate mai i cefalopodi la pelle è molto delicata e 90% andremo a strapparla con gli aghi delle totanare facendoci perdere la preda. È molto importante tenere sempre il filo in tensione per sentire ogni possibile “mangiata”.

Relazione curata da Andrea Querio

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