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AUTOCLAVE TECHNOLOGY: come Olympic porta il carbonio ai massimi livelli

sabato 17 ottobre 2026
AUTOCLAVE TECHNOLOGY: come Olympic porta il carbonio ai massimi livelli

Vuoto, pressione e temperatura controllata: il processo adottato da Olympic in collaborazione con Toray Carbon Magic per eliminare bolle d'aria e vuoti tra gli strati di carbonio e sviluppare fusti leggeri, uniformi e dimensionalmente stabili.

Le prestazioni di una canna da pesca dipendono dai materiali utilizzati, dalla disposizione delle fibre e dal processo con cui il fusto viene realizzato.
La AUTOCLAVE TECHNOLOGY interviene proprio nella fase di consolidamento e polimerizzazione del composito, con l'obiettivo di migliorare la qualità della struttura.

Olympic ha introdotto questa tecnologia nella produzione delle proprie canne grazie alla collaborazione con Toray Carbon Magic, società del gruppo Toray specializzata nella progettazione e nella lavorazione dei compositi in fibra di carbonio. Un'esperienza maturata anche nello sviluppo di componenti fondamentali per la sicurezza, come le ali del Boeing 787 e le carrozzerie delle auto da competizione.


Come funziona la produzione in autoclave

Il processo parte dai prepreg, fogli di fibre di carbonio preimpregnate di resina. Questi vengono tagliati e stratificati secondo il progetto, quindi preparati per il trattamento sottovuoto e inseriti nell'autoclave, una camera pressurizzata nella quale è possibile applicare calore e pressione.

Durante il ciclo, la combinazione di vuoto, pressione e temperatura controllata favorisce il consolidamento degli strati mentre la resina polimerizza e si indurisce, trasformando il laminato (l'insieme degli strati di materiale sovrapposti) e legando le fibre nella struttura definitiva. Il vuoto favorisce l'uscita dell'aria; la pressione contribuisce alla compattazione del materiale. L'obiettivo è limitare la presenza di vuoti interni, chiamati anche "voids", tra gli strati del composito.


Quali vantaggi offre nella costruzione di una canna da pesca

Questo metodo permette di perseguire una qualità strutturale elevata e una resistenza più uniforme, offrendo ulteriori possibilità di alleggerimento del fusto.

Nella presentazione della Super Calamaretti AT, si evidenzia inoltre la possibilità di adottare una progettazione con un contenuto di resina inferiore rispetto ai metodi tradizionali, ottenendo un fusto di qualità costruttiva superiore e con una maggiore precisione di forma e dimensioni.

La resina rimane un elemento essenziale del composito: lega le fibre e permette il trasferimento degli sforzi tra di esse. Il vantaggio consiste quindi nell'ottimizzarne il contenuto insieme alla stratificazione e al ciclo produttivo, mantenendo le caratteristiche richieste dal progetto.


L'applicazione sulla Super Calamaretti AT

Nella Super Calamaretti AT della Graphiteleader, la produzione in autoclave si combina con i carboni Torayca® T1100G, M40X e M46X, con la struttura Super Quattro Graphite Cloth LV e con la tecnologia G-MAPS applicata alla sezione del calcio.

Materiali, architettura del laminato e processo produttivo lavorano insieme per realizzare il comportamento previsto per il fusto. L'autoclave contribuisce alla qualità del consolidamento; la scelta delle fibre e la loro disposizione definiscono, insieme alla geometria, la risposta della canna alle sollecitazioni.

La AUTOCLAVE TECHNOLOGY rappresenta così un passaggio centrale nella costruzione della Super Calamaretti AT: un processo avanzato che permette di valorizzare materiali di alto livello attraverso un controllo accurato della struttura finale.


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